A Miglierina
Sconosciuta ieri
alla mente e al cuore
dolce Miglierina.
Ora a me cara
quanto ai tuoi figli
dispersi nel mondo,
come il polline al vento.
Adagiata sul colle,
dai verdi pendii,
tra il giallo lucente del sole
e l'acro odore
delle ginestre in fiore,
ascoltando il fiume
che svelto va al mare
e il canto del merlo felice
di vivere e libero di volare.
Le case, le vie
hanno il segno del tempo
passato e recente,
non sempre con te generoso,
cosi' poco con te solidale:
intatto pero' e' il tuo amore
pei figli vicini e lontani.
Da Galati distesa
fin su'l cimitero,
a goderti la quiete degli anni,o assorta
in grave pensiero,
avvolta da nebbia invernale
in una visione irreale
o splendente al sole d'estate,
in festa per i figli tornati
ai ricordi, agli amici d'infanzia
a godersi il natio casolare.
Quale madre resa saggia
dalla vita e dagli anni,
soffri muta
a veder la tua agente
invischiata nei meandri del male,
radiosa quando quel figlio
fa onore a se stesso
e al materno consiglio.
Fu festa grande
quell'otto dicembre
in cui la Chiesa
a me, come sposa,
fu data da amamre.
Io penso non fu casuale
l'avere accettato
di vivere qui
o altrove operare...
C'e' un Piano divino
che dentro l'umano progetto
ti muove.
Qualcuno, anche in alto,
t'iride e m'irride,
perche' troppo piccola
e poco importante
e per quanto altrove
la vita avrebbe potuto
serbarmi di onore.
Ma io sono certo,
me l'anno insegnato,
la vita non vale
per quello che hai
o dal luogo che puoi abitare,
ma per quello che sei
e per cio' che tu porti nel cuore.
Ed io sono contento
che il mio filo di lino
verde, grigio o rosso che sia
s'intersechi forte
alla tela della tua storia.
Quella sera di festa,
tra la gente muta e in attesa,
assiepata nella vetusta
e bella tua Chiesa,
come Pietro allo zoppo del Tempio,
mendicante aiuto in denaro,
io ti dissi sincero
e con voce tramante:
non possiedo ne' argento ne' oro,
ma quello che ho
con amore volentieri ti dono:
la Parola e il Segno sovrano,
dal Cristo lasciato
per chi spera e chi crede
nell'uomo da lui rinnovato.
Non e' tempo di mendicare,
o fratello, o sorella,
ora ti puoi rialzare:
o fratello, o sorella,
ora ti puoi rialzare
se lo vuoi,
con l'aiuto di Dio,
in te hai la forza di camminare.
Non so quanto resta
da vivere ancora,
qual figlio adottato e felice,
godendo al calore della tua gente,
Quando quel Piano divino
che dentro l'umano progetto
si muove
di nuovo altrove mi condurra',
so soltanto che ovunque sara',
come figlio devoto,
Miglierina amata,
qual dono geloso,
il dolce ricordo di te portero'
Padre Antonio Caccetta