Festa del Rosario
Quando le sere settembrine
t'accarezzano dolcemente,
con la brezza dell'inizio autunno,
cullandoti l'animo
ritornato alla quiete
e al colloquio amicale
con chi ti e' sempre
nei giorni compagno
di viaggio e di vita,
e' vicina la festa
della dolce Madre comune,
della Regina del Rosario.
Si rinnova l'antica tradizione:
affacciate alle finestre
e ai balconi delle case
le umili stelle,
esili nel corpo di canne
fasciato di carta crespata,
fanno il verso a quelle vere,
minuscole e lontane nel cielo.
Le luci multicolori
sono palpiti veri
di fede e di amore.
"Respice stellam, voca Mariam".
Forte e' il bisogno
di prostrarsi, d'invocarla,
di ricorrere a Lei,
lontana e vicina,
cosi' umana e...divina,
per snocciolare all'infinito
i grani solidali
della Corona sua e del Figlio
e di ogni povero cristo.
Sono grani forse
di lacrime amare
che fanno male al cuore,
grani che leniscono il dolore,
grani di speranza,
grani di certezza
che si arrivi alfine,
dopo i piu' lunghi della prova,
a quelli della gioia e della gloria,
senza che l'attesa
attraversi tutta la valle
aspettanto il Terzo giorno,
ma illumini gia' da ora
la fragile e povera
dell'uomo l'irreperibile
terrena esistenza.